domenica 21 novembre 2010

Dalla parte sbagliata


E, alla fine, incontri anche  S.M. Che ha combattuto dalla parte sbagliata. Aveva vent’anni ed era un coscritto. ‘Se avessi potuto scegliere non sarei mai andato, ma sapevamo di avere i fucili puntati alla schiena. Dovevamo combattere contro la guerriglia’. Anni ’70, anni terribili. I peggiori dell’Argentina. Prima ancora della dittatura, durante gli anni di Isabelita Peron, nelle montagne di Tucuman ci fu una vera guerra. E S.M. non ha dimenticato. Possiede libri, editi dal Circulo Militar, che raccontano quel conflitto. Era l’operacion Indipendencia. Una guerra sporca. S.M. mi mostra il testo di una omelia di Pio Laghi, il vescovo che scelse di stare dalla parte della dittatura. Fa rabbrividire perché dà la sua benedizione a chi violerà il diritto pur di vincere. Improvvisamente, ho davanti l’altra Argentina. Quella che nessuno di noi vuole vedere. S.M. oggi ha quasi sessanta anni. Ma mostra, con forme di orgoglio, i ricordi di quella barbarie. ‘Ognuno ha le sue colpe e le sue menzogne – dice ancora – Come in ogni guerra’. Il conflitto nelle montagne di Tucuman terminò prima ancora del colpo di stato dei militari del 1976. S.M., trenta e passa anni dopo, ha una rivendicazione: una pensione per chi, da coscritto, ha combattuto quella guerra. ‘Le vittime dei militari, anche coloro che avevano in realtà attaccato governi legittimi, hanno ricevuto la loro pensione, noi no’, dice S.M. Alla fine un conflitto atroce si trasforma in una disputa economica.
Io ho negli occhi le migliaia di nomi di ragazzi e ragazzi scritti sulle mura delle prigioni di Cordoba. Domani, 22 novembre, qui, in Argentina, si ricorda il giorno dei Diritti Umani. nel centro di Cordoba, ci sono le fotografie di chi scomparve negli 'anni dei militari'. Fu una guerra contro la gioventù. 
Scritto il 24 ottobre a Humahuaca. Lassù nel Nord, nella Quebrada  

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